Molti
anni fa lessi “Mosca sulla Vodka” di Venedikt Vasilevic Erofeev (titolo
originale Moskva-Petuški) un romanzo che prima di essere pubblicato circolò in
dattiloscritto nei circuiti non ufficiali della cultura moscovita, raggiungendo
ben presto una grande popolarità.
Non
ricordo molto di quel romanzo, se non che il protagonista viaggiava su un treno
locale intorno a Mosca e irrideva sarcastico e dolente alla società sovietica,
al ritmo di incontri occasionali e solenni bevute.
Un
esempio simile che mi è caro è l’esordio poetico di Ferruccio Brugnaro che
ciclostilava le proprie poesie e le affiggeva nelle bacheche delle fabbriche di
Porto Marghera dove lavorava come operaio. I suoi scritti erano palpitanti di
lotta e di impegno.
Io
che sono portata a dissacrare il dissacrabile, non mi faccio scrupolo di
immettermi in questa scia di autorevoli autoprodotti, e rispondendo semplicemente
al mio gusto per la scrittura, per la lettura e soprattutto per il gioco,
faccio anch’io da me: poesie, racconti, piccoli testi teatrali (miei e di amici
e familiari) li stampo col computer in formato opuscolo, con tanto di indice, numerazione
di pagine, copertina colorata, presentazione e logo della... Nina edizioni.
Poi li distribuisco a
tutti coloro che hanno la bontà di dedicarmi un po’ del proprio tempo per
leggerli…
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