Ebbene anche per quest'anno sono torntata...
A che cosa? Al tran tran non ancora perché riprenderò il lavoro solo tra qualche giorno: sono ancora in un luogo di mezzo tra il tuffo nel passato che la Calabria rappresenta e la mia vita a Spinea, in ufficio, tra gli impegni familiari e sociali.
Mi aggiro apatica per casa senza sapere bene che fare: mi devo ancora riprendere e trovare il ritmo.
Andrebbe un po' meglio se non fossi impedita dal mettere il naso fuori dalla porta dai nugoli di zanzare, pappataci e altre bestie mutanti che mi assolgono e mi riempiono di mozzichi, pizzichi e prurito. Quindi trascorro gran parte del tempo chiusa in casa a far parole crociate, massimo al conputer (qualche piccolo lavoretto domestico senza strafare)
E pensare che mentre ero via sentivo anche un po' di nostalgia...
Visualizzazione post con etichetta Pensieri e parole. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Pensieri e parole. Mostra tutti i post
domenica 28 agosto 2011
lunedì 14 febbraio 2011
AL COLLO UNA SCIARPA BIANCA
Ieri ne ho viste tante, ero in una piccola piazza anzi in un Campo, perché a Venezia si chiamano così.
Dirigendomi verso Campo Santa Margherita, assieme ad altre donne tutte più o meno del mio periodo storico, mi dicevo che ci saremmo tritrovate in tante più vicine ai cinquanta che ai quaranta, e che potevamo essere ironicamente descritte come vecchie e patetiche vetero femministe.
La cosa più bella è che c'erano tante giovani, tanti ragazzi e uomini con cartelli spiritosi ed efficaci.
Una giovanissima distribuiva un volantino che ho letto fino in fondo. Poi avrei voluto abbracciarla ma non l'ho più trovata nella folla. Ne riporto qualche passaggio :
"Siamo cresciute con Non è la Rai e Beverly hills e in qualche modo questi programmi hanno plasmato i nostri modelli estetici: ci mettiamo il reggiseno, andiamo dall'estetista, ci facciamo la ceretta e ci mettiamo lo smalto.
...Non abbiamo nulla come generazione, avremo forse dei figli ma è difficile immaginare oggi come mantenerli...
Come le ragazze di Arcore non abbiamo nulla. Non abbiamo lavoro, non abbiamo garanzie...Nonostante tutte queste incertezze Io non voglio affidare il mio futuro al fatto che sono brava a spogliarmi, non ho voglia di spiattellare le mie tette in faccia a tutte le persone che sono importanti, non ho voglia di mostrare il mio didietro negli stacchetti di Striscia la notizia, non ho voglia di essere considerata stupida quando invece sono intelligente e furba...
...Io il mio futuro ho deciso di costruirlo nelle piazze urlanti di questo paese, non nei palazzi chiusi dove non si sa bene cosa accade, siano essi il parlamento della Repubblica o la villa privata di Berlusconi...
... Siamo in tante e abbiamo voglia di costruire le nostre relazioni in modo nuovo, bello, egualitario. Abbiamo voglia di divertirci, eccitarci, godere: ma vogliamo farlo alla pari, senza alcuna subalternità..."
Ho fatto un po' di foto per documentare quel che ho visto che spero presto di poter condividere in questo spazio
Dirigendomi verso Campo Santa Margherita, assieme ad altre donne tutte più o meno del mio periodo storico, mi dicevo che ci saremmo tritrovate in tante più vicine ai cinquanta che ai quaranta, e che potevamo essere ironicamente descritte come vecchie e patetiche vetero femministe.
La cosa più bella è che c'erano tante giovani, tanti ragazzi e uomini con cartelli spiritosi ed efficaci.
Una giovanissima distribuiva un volantino che ho letto fino in fondo. Poi avrei voluto abbracciarla ma non l'ho più trovata nella folla. Ne riporto qualche passaggio :
"Siamo cresciute con Non è la Rai e Beverly hills e in qualche modo questi programmi hanno plasmato i nostri modelli estetici: ci mettiamo il reggiseno, andiamo dall'estetista, ci facciamo la ceretta e ci mettiamo lo smalto.
...Non abbiamo nulla come generazione, avremo forse dei figli ma è difficile immaginare oggi come mantenerli...
Come le ragazze di Arcore non abbiamo nulla. Non abbiamo lavoro, non abbiamo garanzie...Nonostante tutte queste incertezze Io non voglio affidare il mio futuro al fatto che sono brava a spogliarmi, non ho voglia di spiattellare le mie tette in faccia a tutte le persone che sono importanti, non ho voglia di mostrare il mio didietro negli stacchetti di Striscia la notizia, non ho voglia di essere considerata stupida quando invece sono intelligente e furba...
...Io il mio futuro ho deciso di costruirlo nelle piazze urlanti di questo paese, non nei palazzi chiusi dove non si sa bene cosa accade, siano essi il parlamento della Repubblica o la villa privata di Berlusconi...
... Siamo in tante e abbiamo voglia di costruire le nostre relazioni in modo nuovo, bello, egualitario. Abbiamo voglia di divertirci, eccitarci, godere: ma vogliamo farlo alla pari, senza alcuna subalternità..."
Ho fatto un po' di foto per documentare quel che ho visto che spero presto di poter condividere in questo spazio
martedì 25 gennaio 2011
L'Unto, l'Onto e l'Onta
Ieri sera ho assistito all'Infedele, la trasmissione di Gad lerner sulla 7
E' una delle poche trasmissioni che riesco ancora a guardare.
In genere la preferisco ad altre, urlate e funestate da guastatori professionisti il cui compito non è tanto esprimere al meglio la propria posizione ma impedire che chiunque altro riesca a farlo.
Da Lerner si cerca in genere di approfondire i temi, coglierne i nessi anche meno evidenti, fare una lettura socio-culturale degli accadimenti.
Un passaggio che mi è piaciuto moltissimo è stata la citazione di Moravia: Per saper spendere ci vuole cultura ... (altro che lo sfarzo pacchiano e cafone così ostentato nei media dai nuovi potenti)
Ho trovato illuminante e molto interessante la tesi della poetessa medio orientale sul sultano e sull'harem, che a suo dire è più presente nell'immaginario collettivo (maschile e femminile) della nostra società occidentale di quanto non si direbbe.
Perciò una conversazione di buon livello per comprendere più che per tranciare giudizi, senza mai cedere al luogo comune.
Poi ad un certo punto una telefonata in diretta: rabbiosa, con gli ormai scontati insulti, improperi, i soliti atteggiamenti da padrone (un brava a Iva Zanicchi che ha resistito all'impulso del cane)
Che cosa avrà colto B. delle riflessioni e dei contenuti fin lì espressi, per reagire con tanto livore e menando colpi all'impazzata? Vorrei dire un bel niente, tanto appariva diverso il modello culturale di riferimento, anche nel linguaggio e nei toni: Lerner ha risposto puntualmente senza mai perdere la classe, lui appariva aggressivo e incapace di sostenere il minimo contraddittorio ( pare che ultimamente riesca ad esprimersi esclusivamente nel soliloquio)
Penso invece che vi abbia fiutato il pericolo rappresentato dal pensiero libero, critico, non schierato, scevro da indottrinamento; quello che ingaggia un vero confronto delle idee, che può risuonare nelle coscienze e smuoverle
(Quelle stesse coscienze che lui e i suoi potenti mezzi cercano disperatamente di addormentare).
E' una delle poche trasmissioni che riesco ancora a guardare.
In genere la preferisco ad altre, urlate e funestate da guastatori professionisti il cui compito non è tanto esprimere al meglio la propria posizione ma impedire che chiunque altro riesca a farlo.
Da Lerner si cerca in genere di approfondire i temi, coglierne i nessi anche meno evidenti, fare una lettura socio-culturale degli accadimenti.
Un passaggio che mi è piaciuto moltissimo è stata la citazione di Moravia: Per saper spendere ci vuole cultura ... (altro che lo sfarzo pacchiano e cafone così ostentato nei media dai nuovi potenti)
Ho trovato illuminante e molto interessante la tesi della poetessa medio orientale sul sultano e sull'harem, che a suo dire è più presente nell'immaginario collettivo (maschile e femminile) della nostra società occidentale di quanto non si direbbe.
Perciò una conversazione di buon livello per comprendere più che per tranciare giudizi, senza mai cedere al luogo comune.
Poi ad un certo punto una telefonata in diretta: rabbiosa, con gli ormai scontati insulti, improperi, i soliti atteggiamenti da padrone (un brava a Iva Zanicchi che ha resistito all'impulso del cane)
Che cosa avrà colto B. delle riflessioni e dei contenuti fin lì espressi, per reagire con tanto livore e menando colpi all'impazzata? Vorrei dire un bel niente, tanto appariva diverso il modello culturale di riferimento, anche nel linguaggio e nei toni: Lerner ha risposto puntualmente senza mai perdere la classe, lui appariva aggressivo e incapace di sostenere il minimo contraddittorio ( pare che ultimamente riesca ad esprimersi esclusivamente nel soliloquio)
Penso invece che vi abbia fiutato il pericolo rappresentato dal pensiero libero, critico, non schierato, scevro da indottrinamento; quello che ingaggia un vero confronto delle idee, che può risuonare nelle coscienze e smuoverle
(Quelle stesse coscienze che lui e i suoi potenti mezzi cercano disperatamente di addormentare).
martedì 28 aprile 2009
I valori
Sono andata al funerale di mia zia, uno degli ultimi baluardi delle memorie antiche. E' stata una full immersion nei paesaggi caldi della famiglia, una dolce commozione per il saluto a una donna che ha vissuto a lungo attraversando tante stagioni e tanti mondi: dalla campagna alla città, dal sud al nord e che ha affrontato i cambiamenti e i rovesci della vita con la determinazione di chi ha una missione da compiere. La sua missione è stata la sua famiglia che ha saputo dirigere, indirizzare ed interpretare con sagacia, fermezza e tanta gentilezza d'animo.
venerdì 14 marzo 2008
LE ROSE
Vado al lavoro in macchina e, per evitare il traffico, percorro stradine di improbabile campagna. Limite di velocità 30 all'ora e la cosa non mi dispiace: posso permettermi di rubare le immagini dei giardinetti che contornano le case, scruto rapace negli spazi altrui a carpire con gli occhi i colori di questa primavera che stenta a decollare.
Ho una mappa ideale e diversi appuntamenti lungo la strada: la casa abbandonata e piena di calcinacci ma con due cespugli di forsizie giallo abbagliante i cui rami fioriti si allungano liberi in diagonale; invidio i proprietari dei cespugli con quegli strani boccioletti rosa che dietro al loro giallo provocano un contrasto da brivido... Poi c'è l'angolo di strada a ridosso della tangenziale dove ci sono due giovani salici piangenti che vorrei sradicare e portare con me e, quasi arrivata, nella stretta via con in fondo l'ultimo semaforo, mi dedico alla veranda di legno della penultima casa: al suo determinato ulivo, alle roselline rosa e perfino alle pansé (tra un rosso e l'altro si fanno pochi metri alla volta, ed io spengo sempre il motore, come a volermi far perdonare, appestandoli meno, dagli ignoti abitanti di quelle case dell'infelice stradina, dalla quale passiamo in troppi volendo aggirare il divieto di svolta della strada principale).
Questa mattina mi è venuto in mente delle rose di quando ero piccola: erano rose meno eleganti di quelle di oggi, confuse in mezzo a cespugli fittissimi, a fusto corto e con una quantità di petali doppia o tripla. Non troppo grandi, aprivano presto tutti quei petali rosa chiaro. Rose "spampanate" e profumate. Un profumo vero però, che non serviva metterci il naso dentro (come quei cantanti che si mangiano il microfono) ma di quelli che lo senti davvero e non solo te lo immagini.
Ho una mappa ideale e diversi appuntamenti lungo la strada: la casa abbandonata e piena di calcinacci ma con due cespugli di forsizie giallo abbagliante i cui rami fioriti si allungano liberi in diagonale; invidio i proprietari dei cespugli con quegli strani boccioletti rosa che dietro al loro giallo provocano un contrasto da brivido... Poi c'è l'angolo di strada a ridosso della tangenziale dove ci sono due giovani salici piangenti che vorrei sradicare e portare con me e, quasi arrivata, nella stretta via con in fondo l'ultimo semaforo, mi dedico alla veranda di legno della penultima casa: al suo determinato ulivo, alle roselline rosa e perfino alle pansé (tra un rosso e l'altro si fanno pochi metri alla volta, ed io spengo sempre il motore, come a volermi far perdonare, appestandoli meno, dagli ignoti abitanti di quelle case dell'infelice stradina, dalla quale passiamo in troppi volendo aggirare il divieto di svolta della strada principale).
Questa mattina mi è venuto in mente delle rose di quando ero piccola: erano rose meno eleganti di quelle di oggi, confuse in mezzo a cespugli fittissimi, a fusto corto e con una quantità di petali doppia o tripla. Non troppo grandi, aprivano presto tutti quei petali rosa chiaro. Rose "spampanate" e profumate. Un profumo vero però, che non serviva metterci il naso dentro (come quei cantanti che si mangiano il microfono) ma di quelli che lo senti davvero e non solo te lo immagini.
Iscriviti a:
Post (Atom)
Post più popolari
-
Cari amici che nonostante la lunga assenza vi ricordate di me: ciao! Eccomi rientrata a casa, ancora stordita e un poco malinconica. La va...
-
L’amore ferito è una ferita nascosta tra le pieghe delle dita linea amara sottile nei pensieri e non sei meglio di ieri Capisci che sei ...
-
Da tanto che non frequentavo il blog che avevo dimenticato anche la password. Ne ho creata una nuova e l'ho ridimenticata. Ora l'...
-
Quando ero piccola, molto piccola, avevo un sogno ricorrente: ero al mio paese e, assieme a mio papà, passavo sotto il ponte che porta al ma...
-
Versi che avevo postato all'inizio della mia presenza nel blog e che erano stati letti solo da due persone (che ancora ringrazio) Il te...
-
L’Alcion non è un granché, mi ha assicurato un leggero intorpidimento fintantoché l’aereo era fermo e durante gli spostamenti...
-
L’ho imparato la scorsa estate da Jole: se metti a bagno le mandorle secche in acqua fredda e le lasci qualche ora in frigo, poi potrai...
-
Anche quel pomeriggio, obbedendo alla forza centrifuga che ci obbligava (me e le mie sorelle) ad allontanarci il più possibile dalla s...
-
E' passato tanto tempo dal mio ultimo post, e da parecchio sono più o meno scomparsa anche dai vostri blog ... così, senza una ragio...
-
Serata strana: mi son detta "ora provo a fare un giro dalle parti del blog". E l'ho fatto. Ovvio che avevo dimenticato ancor...