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lunedì 1 luglio 2013

In dieta!


Salì sulla bilancia ed aveva perso il primo chilo.

Un momento di felicità vera, anche se può sembrare poca cosa un chilo, di fronte all’eternità dei suoi ottantaquattro e mezzo: circa centosessantotto libbre di peso corporeo (quasi tutta massa grassa perché la povera struttura ossea era davvero poco rappresentativa e di muscoli neanche l’ombra).

Dopo una settimana aveva perso il secondo chilo: in marcia! Ottantatre chili e mezzo di ottimismo. Cosa sono i sacrifici di fronte a una giusta causa?

« Mourrons pour des idées, d'accord, mais de mort lente…  »*

Erano mesi che non osava pesarsi. L’averlo fatto la settimana prima era stato catartico: dopo lo choc iniziale era giunta la consapevolezza. Un pomeriggio forsennato. Frigo: via tutto! Apri tutti gli sportelli della dispensa e fai una bella pulizia che è meglio: gelati, cioccolatini, patatine, hamburger, ravioli cinesi, gamberetti in tempura… Basta, via, tutto nella spazzatura, è tutta roba marcia! (che venga dalla Danimarca?)

Terza settimana: meno mezzo chilo. Una leggera delusione. L’eurostar è stato declassato a espresso. Del resto meglio così, ottantatre, conto tondo.

Il quarto chilo è costato un po’ di fatica: ben nove giorni per raggiungerlo. D’altronde c’è stata di mezzo quella cena senegalese che da tempo aveva promesso ai suoi amici. Hai un bel dire tu, ma cucina quel meraviglioso tiébou dien© e poi che fai, lo lasci sbafare solo agli altri?

Ma una piccola ricaduta non demoralizza mai un vero combattente che,  come Muzio Scevola, se ha sbagliato si autopunirà... Beh, con la mano si andava meglio, con la pancia la vedo un po’ più dura. E poi, al giorno d’oggi, dove lo trovi un braciere?

Al sesto chilo l’euforia riprende il volo. Adesso è anche più facile resistere ai richiami del frigorifero. Lo stomaco è più ubbidiente, il palato si adegua.

Si fa strada una sorta di sana diffidenza verso quei cibi assurdi di una volta. Non parliamone più di pasta, spaghetti al ragù, pasticcio, riso, risotto, risotto allo zafferano, risotto con la salciccia, risotto con i funghi, risotto con i fegatini, fegatelli, animelle, mortadella, mortadella tagliata a pezzi grossi, camembert… Non ci pensiamo più. Addio belli, lasciamoci così senza rancor… Ora si mangia sano! Ora anche lo yogourt magro non è poi così schifoso. C’è del buono nei fiocchi di latte, una bella ciotola di pappetta bianchiccia e tremula… e così sia.

Al decimo chilo un successone. Riesce ad infilare nuovamente i jeans di cinque anni prima. Siamo ancora alla taglia 48, sono ancora un po’ fascianti, ma vuoi mettere?

Intanto, mentre il corpo sta cambiando, parrebbe che anche la mente si adegui, elabori il nuovo. Più centrata nel camminare, più concentrata nel parlare, con una strana propensione per gli elenchi.

Mentre prima li evitava, ora ha un’intensa attrazione per gli specchi. Anche per strada, difficile non  buttare uno sguardo di sfuggita, con finta indifferenza, alle vetrine. Che brivido intravvedere quella sagoma in movimento che, accidenti, è proprio la sua!

E la voglia irrefrenabile di pesarsi? Non più una volta alla settimana ma ogni giorno, anche più volte al giorno, anche in quei giorni…

Al quindicesimo chilo in meno è veramente un’altra persona: sessantanove chili e mezzo. Ma ci pensate? Ora le vetrine, oltre che specchi occasionali, richiamano la sua attenzione sui prodotti esposti. Gli abiti alla moda non sono ancora tutti alla sua portata, ma già cominciano a fare occhiolino certe camiciole dai teneri quadratini, jeans sfilacciati, gonne rifiorite. E tutti quei pizzi sfarfaleggianti di mutande e reggiseno. Col prossimo stipendio si colpirà, e si colpirà duro. Augh!

Gli amici sono tutti più cari, il sole è più caldo e il mare è meno inquinato, le vacanze sono più promettenti, le commesse sono gentili e non sfoggiano più quel ghigno di scettica commiserazione di quando osava entrare per provarsi qualche cosa.

Al sedicesimo chilo in meno si apprezza veramente, ma veramente di gusto, anche il minestrone con dentro il peperone. Peperone bollito in definitiva! Chi l’avrebbe detto?!

E pensare che era una patita dei peperoni ripieni. Peperoni imbottiti, peperoni arrostiti, peperoni alla sciué-sciué, peperoni fritti, pomodori fritti (verdi?), patate fritte, patate alla provenzale, patate douchesse, tortino di patate, spaghetti al ragù, pasticcio, risotto, risotto allo zafferano, risotto con la salsiccia, risotto con i funghi, risotto con i fegatini, fegatelli, animelle, spaghetti all’amatriciana, mortadella, mortadellona, mortadella tagliata a pezzettoni, gamberetti, camembert…

Di nuovo? No, no! Non ricominciamo, basta! HO DETTO BASTA!!

Come hai detto? Pasta?

Pasta, pasta al forno, pastasciutta, pastina in brodo, riso, risotto, risotto allo zafferano risotto con la salsiccia, risotto con i funghi, risotto con i fegatini, sofficini, animelle, fegatelli AIUTOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

 




* Brassens, è evidente!
© riso col pesce, no!?

mercoledì 29 agosto 2012

Giochi estivi


Cari amici che nonostante la lunga assenza vi ricordate di me: ciao!
Eccomi rientrata a casa, ancora stordita e un poco malinconica. La vacanza è andata.
L'entusiasmo per il paesello di prima della partenza ha naturalmente trovato una realtà non all'altezza delle aspettative (Comune allo sbando, sotto commissariamento, e tanta, tanta immondizia).
Ma comunque, essendo  per me come una droga, adesso che sono rientrata già mi manca, e mi viene da fantasticare sul prossimo appuntamento.
Durante le vacanze, coinvolgendo ancora familiari e amici, ho girato questo filmino che rientrata a casa ho montato e ora vi propongo.
I mezzi a disposizione non erano potenti e la qualità non è eccelsa, lo ammetto. Alcune riprese sarebbero da rifare ma tant'è, lo espongo al pubblico giudizio.
Un "a presto" da voi
Nina



giovedì 5 aprile 2012

Il mio primo film

Sto per partire per una breve vacanza e saluto tutti gli amici, i conoscenti, i passanti. A tutti voi auguro giornate liete. Arrivederci a presto... Nina

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