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mercoledì 4 maggio 2011

Il mio primo maggio

Quest'anno ero a Bova per Pasqua ed ho prolungato la vacanza fino a ieri. Un'ordinaria vacanza fuori stagione, un'occasione per ritrovarci tra sorelle. L'idea di partenza quella di respirare gli aromi e i profumi della giovinezza: gelsomino, zagara, bergamotto, sole, passeggiate in spiaggia o tra i colori delle campagne in fiore e magari un temerario bagno di mare.
In realtà la vacanza scorreva fiacca  (saltata la pasquetta in scampagnata, saltato il bagno marino per il brutto tempo): qualche partita a carte, qualche passeggiata in via Marina tra una pioggia e l'altra, cibo, troppe calorie accompagnate da sensi di colpa.
Come ogni volta le aspettative erano non completamente disattese ma in qualche modo ridimensionate.
Domenica finalmente il tempo era discreto perciò, nel primo pomeriggio, dopo l'ennesima abbuffata, io e le mie sorelle (Iole Serena e Franca) abbiamo deciso di fare una passeggiata (in macchina!) e di andare verso il cimitero: un posto per emozioni forti ed in più con un panorama mozzafiato.
Attraversiamo il ponte, poi Tripepi, poi giriamo a destra per la strada vecchia che va a Bova Supra.
Alla prima curva ci troviamo davanti, in mezzo alla strada in ordine sparso, i suonatori della banda musicale che si ricomponevano: chi si allacciava le scarpe, chi provava il proprio strumento, chi si raddrizzava lo spartito.
Oltre a loro cinque o sei persone, qualcuno lo conosciamo, ci sporgiamo a salutare.
Partono le note del primo pezzo: Bella ciao.  A quel punto io e le mie sorelle decidiamo che il cimitero può attendere e concitatamente cerchiamo nella strada tutta curve un posto per girare. Abbandoniamo la vettura sotto un pilone della Superstrada e rincorriamo il piccolo corteo che intanto aveva svoltato per Tripepi.
Raggiuntolo trafelate, qualcuno ci dà un garofano rosso e ci ritroviamo, quattro donne ultra cinquantine (come direbbe Camilleri) a cantare a squarciagola Bandiera rossa, Bella ciao, l'Internazionale.
Poi siccome il repertorio della banda era più o meno esaurito, abbiamo intonato a cappella Hasta siempre! con gran successo e con i complimenti del Maestro che ci ha chiesto di fargliene avere lo spartito.
Il corteo, a mano a mano che giunto al paese si addentrava per via Borgo, cresceva  sempre più: una piccola sosta davanti casa di un vecchio compagno scomparso da poco, uno dei fautori della tradizione della banda; poi passaggio dalla vecchia sede della Camera del lavoro e nuova gente che si univa, anche tanti ragazzi e ragazze. Ad ogni fermata un bicchiere di vino, poi più avanti sarebbero state offerte anche le "zippole",
Il sole si era riattivato, le strade erano in salita, il caldo si faceva sentire, il vino pure, la banda era stonata, l'allegria presente.
Eravamo vicini a casa mia perciò corsi a prendere la telecamera...


Non so quanto le immagini riescano a raccontare di quell'emozionante pomeriggio, so che per me è stato quel tuffo nel passato, nel mondo bambino degli ideali, della gioia e della speranza che mi auguro sempre e ogni volta che torno a Bova...

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