martedì 28 aprile 2009
I valori
Sono andata al funerale di mia zia, uno degli ultimi baluardi delle memorie antiche. E' stata una full immersion nei paesaggi caldi della famiglia, una dolce commozione per il saluto a una donna che ha vissuto a lungo attraversando tante stagioni e tanti mondi: dalla campagna alla città, dal sud al nord e che ha affrontato i cambiamenti e i rovesci della vita con la determinazione di chi ha una missione da compiere. La sua missione è stata la sua famiglia che ha saputo dirigere, indirizzare ed interpretare con sagacia, fermezza e tanta gentilezza d'animo.
martedì 21 aprile 2009
Dedicata a te
Oggi penso a una persona antica,
che si è stancata e vuole andare via
penso a un'amica triste a consolare
penso a chi parte e a chi deve restare
a volte troppo solo per la via
oggi penso a mia zia.
che si è stancata e vuole andare via
penso a un'amica triste a consolare
penso a chi parte e a chi deve restare
a volte troppo solo per la via
oggi penso a mia zia.
giovedì 20 novembre 2008
Parole in lingua amica
oggi intreccio le parole di Alec de la Plata
ospitando in questo spazio che ama dare spazio
la sua bellissima poesia
Ils ont des sons, ils nous font signe
Ils n'ont pas d'signes, particulier.
Quand l'un festoye, les autres arrivent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Par leur surnom, Ils se désigne.
Ils ont des rèves, Particulier.
Quand l'un n'a pas, les autres se privent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Ils bossent le jour, puis quitte ou double.
C'est la nuit en particulier.
Que les uns chantent, que les aures suivent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Autour d'un verre, ils se raccontent.
Une histoire en particulier.
Après le rire, les larmes montent.
Et ces gens là, je les ai aimé.
Dans les maniffs, Ils se rencontrent.
L'injustice en particiìulpier.
Les motive à, changer le monde.
Et ces gens là, ont de belles idées.
Ce sont les faux, ceux qui se signent
Ceux qui se sentent particulier
L'un d'entre eux tombe, les autres pietinent
Et ces gens là, peuvent se reabiller
On se fout d'eux, nous on se soigne.
Dans un bar en particulier ou l'atmosphère,
est chaleureuse. Dans cet endroit, tu peux éxister.
Ils ont des sons, ils nous font signe.
Ils n'ont pas d'signes , particulier.
L'un d'eux a bu, les autres sont ivre.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
ospitando in questo spazio che ama dare spazio
la sua bellissima poesia
Ils ont des sons, ils nous font signe
Ils n'ont pas d'signes, particulier.
Quand l'un festoye, les autres arrivent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Par leur surnom, Ils se désigne.
Ils ont des rèves, Particulier.
Quand l'un n'a pas, les autres se privent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Ils bossent le jour, puis quitte ou double.
C'est la nuit en particulier.
Que les uns chantent, que les aures suivent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Autour d'un verre, ils se raccontent.
Une histoire en particulier.
Après le rire, les larmes montent.
Et ces gens là, je les ai aimé.
Dans les maniffs, Ils se rencontrent.
L'injustice en particiìulpier.
Les motive à, changer le monde.
Et ces gens là, ont de belles idées.
Ce sont les faux, ceux qui se signent
Ceux qui se sentent particulier
L'un d'entre eux tombe, les autres pietinent
Et ces gens là, peuvent se reabiller
On se fout d'eux, nous on se soigne.
Dans un bar en particulier ou l'atmosphère,
est chaleureuse. Dans cet endroit, tu peux éxister.
Ils ont des sons, ils nous font signe.
Ils n'ont pas d'signes , particulier.
L'un d'eux a bu, les autres sont ivre.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
giovedì 23 ottobre 2008
Sparsi pensieri
Che tristi tempi, che tempi tristi: mi fanno venir meno la voglia di scrivere comunicare parlare sperare.
Vivo in un'Italia che faccio fatica a riconoscere, sempre più brutta, superficiale, egoista.
Sono continuamente in bilico tra il desiderio di andare via (ma dove?) e il senso del dovere che mi dice: devi lottare!
Per fortuna ho rivisto i giovani in piazza a protestare contro la stupidità e la miopia dei nani di basso profilo che sono attualmente al potere... (e non mi riferisco alla statura!)
In America hanno eletto Obama: non so se saprà migliorare il mondo, ma mi dà fiducia il fatto che tanta gente abbia dimostrato il desiderio di cambiare pagina.
Speriamo di non doverci vergognare ancora per molto tempo di essere rappresentati - in quanto italiani - da una caricatura umana saltata fuori dalla pagina delle barzellette!
E che le nostre coscienze si sveglino dal torpore mediatico che sta ottundendo le menti e inaridendo i cuori...
Vivo in un'Italia che faccio fatica a riconoscere, sempre più brutta, superficiale, egoista.
Sono continuamente in bilico tra il desiderio di andare via (ma dove?) e il senso del dovere che mi dice: devi lottare!
Per fortuna ho rivisto i giovani in piazza a protestare contro la stupidità e la miopia dei nani di basso profilo che sono attualmente al potere... (e non mi riferisco alla statura!)
In America hanno eletto Obama: non so se saprà migliorare il mondo, ma mi dà fiducia il fatto che tanta gente abbia dimostrato il desiderio di cambiare pagina.
Speriamo di non doverci vergognare ancora per molto tempo di essere rappresentati - in quanto italiani - da una caricatura umana saltata fuori dalla pagina delle barzellette!
E che le nostre coscienze si sveglino dal torpore mediatico che sta ottundendo le menti e inaridendo i cuori...
mercoledì 3 settembre 2008
Ogni vota
Ogni vota chi tornu mi siddìu
Chiddu chi mi spettava no ritrovu
dda Bova chi mi portu sempri d’jntra
comu scindu d’u trenu … scumparìu
Ncuntru genti chi canunusciva di figghiola
chi jocavamu, e chi m’i nsonnu ‘ncora
e no li ricanusciu, sunnu autri
und’ennu chiddi cu cu’ mi criscìa?
Ogni vota chi tornu mi siddìu
Ddu mundu chi era u meu
undi finìu?
I passiati da dominica
avanti e arretu pa’ via Nazionali
cu me mamma ‘o barcuni a cuntrollari
mi ndi cumportamu boni, cu rispettu
E a sira, nta stagioni, nto murettu
finu a tardu
a parrari e a cuntari
d’a vita chi ’ndaviva a cuminciari
Dda spiaggia bella, cu dda rina grossa
u cucuzzaru, i risa di figghjoli
“Ieri sira ja all’ortu e mi mancaru…”
Ieri sira supra u trenu chi tornava
a me casa di ora
quand’era a san Pascali,
ampena fora d’a galleria…
Mind’accorgia
chi Bova è ancora Bova
e m’a portu cu mia
Chiddu chi mi spettava no ritrovu
dda Bova chi mi portu sempri d’jntra
comu scindu d’u trenu … scumparìu
Ncuntru genti chi canunusciva di figghiola
chi jocavamu, e chi m’i nsonnu ‘ncora
e no li ricanusciu, sunnu autri
und’ennu chiddi cu cu’ mi criscìa?
Ogni vota chi tornu mi siddìu
Ddu mundu chi era u meu
undi finìu?
I passiati da dominica
avanti e arretu pa’ via Nazionali
cu me mamma ‘o barcuni a cuntrollari
mi ndi cumportamu boni, cu rispettu
E a sira, nta stagioni, nto murettu
finu a tardu
a parrari e a cuntari
d’a vita chi ’ndaviva a cuminciari
Dda spiaggia bella, cu dda rina grossa
u cucuzzaru, i risa di figghjoli
“Ieri sira ja all’ortu e mi mancaru…”
Ieri sira supra u trenu chi tornava
a me casa di ora
quand’era a san Pascali,
ampena fora d’a galleria…
Mind’accorgia
chi Bova è ancora Bova
e m’a portu cu mia
martedì 2 settembre 2008
...E all'orizzonte la Tangenziale di Mestre
Ma com'è possibile? Solo dieci giorni fa vivevo un'altra vita!
E non parlo solo di mare, sole, giocate a carte, terrazza, parenti, casino, pranzi/abbuffate...
Ma di quell'altra dimensione nella quale antichi ritmi, vecchie dinamiche familiari, magicamente riprendono vigore non appena ci si ritrova - io e le mie sorelle - a convivere in quello che è stato lo scenario del nostro "Primo Atto", dando corpo a tensioni, sentimenti forti, a volte primordiali, che una volta tornati alla vita "normale" e ai nostri educati rapporti telefonici, sembra non abbiano più alcun significato.
La mia fatica del ritorno sta anche in questo, nel dover riuscire a ripercorrere in fretta i trent'anni e passa che mi separano da Bova.
E non parlo solo di mare, sole, giocate a carte, terrazza, parenti, casino, pranzi/abbuffate...
Ma di quell'altra dimensione nella quale antichi ritmi, vecchie dinamiche familiari, magicamente riprendono vigore non appena ci si ritrova - io e le mie sorelle - a convivere in quello che è stato lo scenario del nostro "Primo Atto", dando corpo a tensioni, sentimenti forti, a volte primordiali, che una volta tornati alla vita "normale" e ai nostri educati rapporti telefonici, sembra non abbiano più alcun significato.
La mia fatica del ritorno sta anche in questo, nel dover riuscire a ripercorrere in fretta i trent'anni e passa che mi separano da Bova.
giovedì 26 giugno 2008
Finalmente fa caldo, ma tanto, ma tanto caldo!

Dopo una'ssenza prolungata (pausa di riflessione?) eccomi qua a rimpiangere la primavera, di fronte a quest'estate che, lo so, passerà in un attimo. E' l'estate che aspetto fin da novembre, ma per me il momento più bello è quello della sua imminenza: calcolare le tappe del suo approssimarsi dalle diverse fioriture che colorano "questo mondo pieno di grigio": le forsizie ancora nel cuore dell'inverno e poi via via il glicine, le rose, i gelsomini, azalea e rododendo, l'oleandro...
Estate dunque!
Certo mi godrò il mare, certo mi godrò le lunge serate sulla terrazza calabra a giocare a carte, mangerò, nuoterò, mi abbronzerò. Respirerò il più possibile gli odori del bergamotto e del gelsomino e, girando per le vie di un paesino trasandato e imbruttito dall'edificazione selvaggia (è sparito il meraviglioso giardino che proprio al centro del paese consentiva l'ingresso a pochi eletti in un paradiso terrestre ed ai passanti riservava la visione di incredibili piante dal sapore esotico: indimenticabile l'alto banano con i suoi fiori carnali e i caschi zeppi di frutti) cercherò di trovare le tracce di un'altra vita, di un'altra Nina.
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