Quando non penso a voi con le parole
ma solo col pensiero primordiale
sempre nella mia testa c'è animale
la vostra presenza accanto a me
Figli oramai cresciuti
lontani allontanati
voi abitate
mondi a me sconociuti
...e il sole del mattino non fa sconti
a illuminar tramonti!
Qui la vita si allenta
si perde la fatica
e col pilota automatico innescato
arranco nelle mie giornate
inseguendo ragioni
ascoltando canzoni
Al crocevia dei rancori
impavida gestisco
in equilibrio tremulo
speranza e malumori
Sul bordo al limitare
le intirizzite piume sto a spulciare
Quando va male aspetto
sospendo le intenzioni
abbasso le emozioni
sto acquattata
ha da passà a nuttata.
martedì 25 agosto 2009
mercoledì 6 maggio 2009
Se frequento poco il blog...
E' perchè ho deciso di rievocare con parole scritte i miei primi anni di vita. Troppo presto? Troppo tardi? E' l'età? E' una moda? E' scontato? E' banale? Molto probabile tutto quanto sopra.
Mi piacerebbe riuscire a utilizzare il materiale delle mie memorie per farne un vero romanzo, ma per ora le mie ambizioni letterarie si scontrano con la constatazione che in realtà mi viene facile solo scrivere di me, raccontare i fatti così come me li ricordo. A volte sbagliando perché la memoria ti fa anche brutti scherzi e può capitare, e mi capita, di vedermi protagonista di episodi in cui non c'ero. Ammetto pure che a volte mi scappa anche di "aggiustare" i ricordi per far combaciare tutti i pezzi in quello che mi sono convinta sia il puzzle della mia vita... fin qui.
Mi piacerebbe riuscire a utilizzare il materiale delle mie memorie per farne un vero romanzo, ma per ora le mie ambizioni letterarie si scontrano con la constatazione che in realtà mi viene facile solo scrivere di me, raccontare i fatti così come me li ricordo. A volte sbagliando perché la memoria ti fa anche brutti scherzi e può capitare, e mi capita, di vedermi protagonista di episodi in cui non c'ero. Ammetto pure che a volte mi scappa anche di "aggiustare" i ricordi per far combaciare tutti i pezzi in quello che mi sono convinta sia il puzzle della mia vita... fin qui.
martedì 28 aprile 2009
I valori
Sono andata al funerale di mia zia, uno degli ultimi baluardi delle memorie antiche. E' stata una full immersion nei paesaggi caldi della famiglia, una dolce commozione per il saluto a una donna che ha vissuto a lungo attraversando tante stagioni e tanti mondi: dalla campagna alla città, dal sud al nord e che ha affrontato i cambiamenti e i rovesci della vita con la determinazione di chi ha una missione da compiere. La sua missione è stata la sua famiglia che ha saputo dirigere, indirizzare ed interpretare con sagacia, fermezza e tanta gentilezza d'animo.
martedì 21 aprile 2009
Dedicata a te
Oggi penso a una persona antica,
che si è stancata e vuole andare via
penso a un'amica triste a consolare
penso a chi parte e a chi deve restare
a volte troppo solo per la via
oggi penso a mia zia.
che si è stancata e vuole andare via
penso a un'amica triste a consolare
penso a chi parte e a chi deve restare
a volte troppo solo per la via
oggi penso a mia zia.
giovedì 20 novembre 2008
Parole in lingua amica
oggi intreccio le parole di Alec de la Plata
ospitando in questo spazio che ama dare spazio
la sua bellissima poesia
Ils ont des sons, ils nous font signe
Ils n'ont pas d'signes, particulier.
Quand l'un festoye, les autres arrivent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Par leur surnom, Ils se désigne.
Ils ont des rèves, Particulier.
Quand l'un n'a pas, les autres se privent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Ils bossent le jour, puis quitte ou double.
C'est la nuit en particulier.
Que les uns chantent, que les aures suivent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Autour d'un verre, ils se raccontent.
Une histoire en particulier.
Après le rire, les larmes montent.
Et ces gens là, je les ai aimé.
Dans les maniffs, Ils se rencontrent.
L'injustice en particiìulpier.
Les motive à, changer le monde.
Et ces gens là, ont de belles idées.
Ce sont les faux, ceux qui se signent
Ceux qui se sentent particulier
L'un d'entre eux tombe, les autres pietinent
Et ces gens là, peuvent se reabiller
On se fout d'eux, nous on se soigne.
Dans un bar en particulier ou l'atmosphère,
est chaleureuse. Dans cet endroit, tu peux éxister.
Ils ont des sons, ils nous font signe.
Ils n'ont pas d'signes , particulier.
L'un d'eux a bu, les autres sont ivre.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
ospitando in questo spazio che ama dare spazio
la sua bellissima poesia
Ils ont des sons, ils nous font signe
Ils n'ont pas d'signes, particulier.
Quand l'un festoye, les autres arrivent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Par leur surnom, Ils se désigne.
Ils ont des rèves, Particulier.
Quand l'un n'a pas, les autres se privent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Ils bossent le jour, puis quitte ou double.
C'est la nuit en particulier.
Que les uns chantent, que les aures suivent.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
Autour d'un verre, ils se raccontent.
Une histoire en particulier.
Après le rire, les larmes montent.
Et ces gens là, je les ai aimé.
Dans les maniffs, Ils se rencontrent.
L'injustice en particiìulpier.
Les motive à, changer le monde.
Et ces gens là, ont de belles idées.
Ce sont les faux, ceux qui se signent
Ceux qui se sentent particulier
L'un d'entre eux tombe, les autres pietinent
Et ces gens là, peuvent se reabiller
On se fout d'eux, nous on se soigne.
Dans un bar en particulier ou l'atmosphère,
est chaleureuse. Dans cet endroit, tu peux éxister.
Ils ont des sons, ils nous font signe.
Ils n'ont pas d'signes , particulier.
L'un d'eux a bu, les autres sont ivre.
Et ces gens là, ce sont mes amis.
giovedì 23 ottobre 2008
Sparsi pensieri
Che tristi tempi, che tempi tristi: mi fanno venir meno la voglia di scrivere comunicare parlare sperare.
Vivo in un'Italia che faccio fatica a riconoscere, sempre più brutta, superficiale, egoista.
Sono continuamente in bilico tra il desiderio di andare via (ma dove?) e il senso del dovere che mi dice: devi lottare!
Per fortuna ho rivisto i giovani in piazza a protestare contro la stupidità e la miopia dei nani di basso profilo che sono attualmente al potere... (e non mi riferisco alla statura!)
In America hanno eletto Obama: non so se saprà migliorare il mondo, ma mi dà fiducia il fatto che tanta gente abbia dimostrato il desiderio di cambiare pagina.
Speriamo di non doverci vergognare ancora per molto tempo di essere rappresentati - in quanto italiani - da una caricatura umana saltata fuori dalla pagina delle barzellette!
E che le nostre coscienze si sveglino dal torpore mediatico che sta ottundendo le menti e inaridendo i cuori...
Vivo in un'Italia che faccio fatica a riconoscere, sempre più brutta, superficiale, egoista.
Sono continuamente in bilico tra il desiderio di andare via (ma dove?) e il senso del dovere che mi dice: devi lottare!
Per fortuna ho rivisto i giovani in piazza a protestare contro la stupidità e la miopia dei nani di basso profilo che sono attualmente al potere... (e non mi riferisco alla statura!)
In America hanno eletto Obama: non so se saprà migliorare il mondo, ma mi dà fiducia il fatto che tanta gente abbia dimostrato il desiderio di cambiare pagina.
Speriamo di non doverci vergognare ancora per molto tempo di essere rappresentati - in quanto italiani - da una caricatura umana saltata fuori dalla pagina delle barzellette!
E che le nostre coscienze si sveglino dal torpore mediatico che sta ottundendo le menti e inaridendo i cuori...
mercoledì 3 settembre 2008
Ogni vota
Ogni vota chi tornu mi siddìu
Chiddu chi mi spettava no ritrovu
dda Bova chi mi portu sempri d’jntra
comu scindu d’u trenu … scumparìu
Ncuntru genti chi canunusciva di figghiola
chi jocavamu, e chi m’i nsonnu ‘ncora
e no li ricanusciu, sunnu autri
und’ennu chiddi cu cu’ mi criscìa?
Ogni vota chi tornu mi siddìu
Ddu mundu chi era u meu
undi finìu?
I passiati da dominica
avanti e arretu pa’ via Nazionali
cu me mamma ‘o barcuni a cuntrollari
mi ndi cumportamu boni, cu rispettu
E a sira, nta stagioni, nto murettu
finu a tardu
a parrari e a cuntari
d’a vita chi ’ndaviva a cuminciari
Dda spiaggia bella, cu dda rina grossa
u cucuzzaru, i risa di figghjoli
“Ieri sira ja all’ortu e mi mancaru…”
Ieri sira supra u trenu chi tornava
a me casa di ora
quand’era a san Pascali,
ampena fora d’a galleria…
Mind’accorgia
chi Bova è ancora Bova
e m’a portu cu mia
Chiddu chi mi spettava no ritrovu
dda Bova chi mi portu sempri d’jntra
comu scindu d’u trenu … scumparìu
Ncuntru genti chi canunusciva di figghiola
chi jocavamu, e chi m’i nsonnu ‘ncora
e no li ricanusciu, sunnu autri
und’ennu chiddi cu cu’ mi criscìa?
Ogni vota chi tornu mi siddìu
Ddu mundu chi era u meu
undi finìu?
I passiati da dominica
avanti e arretu pa’ via Nazionali
cu me mamma ‘o barcuni a cuntrollari
mi ndi cumportamu boni, cu rispettu
E a sira, nta stagioni, nto murettu
finu a tardu
a parrari e a cuntari
d’a vita chi ’ndaviva a cuminciari
Dda spiaggia bella, cu dda rina grossa
u cucuzzaru, i risa di figghjoli
“Ieri sira ja all’ortu e mi mancaru…”
Ieri sira supra u trenu chi tornava
a me casa di ora
quand’era a san Pascali,
ampena fora d’a galleria…
Mind’accorgia
chi Bova è ancora Bova
e m’a portu cu mia
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